Sandy Skoglund e la rivincita della natura

04.06.2020

Sandy Skoglund inizia a lavorare anche sulla scultura all'inizio degli anni '80,

successivamente al suo trasferimento a New York, avvenuto nel 1972, riuscendo a trovare

uno spazio adatto per la creazione dei suoi lavori, specialmente per la costruzione di

scene tridimensionali, di difficile creazione all'interno del suo precedente appartamento.

All'interno di questi ambienti di uso quotidiano, come cucine, salotti e camere da letto o

bagni, inserisce animali e oggetti dai colori saturati e brillanti in netto contrasto con

l'ambientazione, creando un mondo surreale e astratto, dalle molteplici letture e punti di

vista. Proprio per queste sue caratteristiche fantastiche e particolari, molti critici e visitatori,

davanti alle sue opere, hanno sentito di trovarsi immersi all'interno di un sogno che a

mano a mano lascia un senso di inquietudine diventando quasi un incubo. Sono ambienti

che disturbano portando alla luce le paure incognite degli adulti. Le sculture sono create

dalla Skoglund stessa una ad una, scolpendo prima la figura in creta e poi modellandola in

seguito in resina o altri materiali scelti dall'artista. Partendo da un gruppo di sculture di

forme e movimenti differenti, poi li moltiplica per arrivare alla quantità adatta alla sua

visione dell'opera. Questa aspetto della ripetizione nacque dal bisogno di riempire la

scena e di caratterizzarla n qualche modo, al fine di creare quel mondo parallelo,

quell'aspetto alternativo alla realtà: in Radioective Cats, creò il primo gatto e lo posizionò

all'interno della scena, ma si rese subito conto che non era abbastanza ed allora ne creò

28 di gatti verde acido che vagano nella stanza grigia. La ripetizione è un elemento

importante per capire al meglio il pensiero unico dell'artista che in un' intervista disse: "la

ripetizione mira a trovare la varietà nella somiglianza, ci permettere di cogliere i piccoli

dettagli, le differenze tra le cose" 1 . Ed aiuta ad aumentare quella carica simbolica di cui

l'autrice carica le proprie opere. Sceglie soprattutto gli animali che hanno già insiti in loro

una forte connotazione simboliche data dalla storia e dalla natura, che lei rindirizza per

una critica e rilettura della società contemporanea. Tramite il suo interesse per la storia

dell'arte ripercorre indietro le letture iconografiche dell'animale scelto, filtrate attraverso

una visione infantile e questo suo bisogno di critica sociale. Per Skoglund l'animale è un

simbolo del tempo, in quanto rappresenta il cambiamento di relazione avvenuto per secoli

tra l'uomo e l'animale stesso: gli esseri umani si considerano la principale forma di

coscienza in natura e l'introduzione di un'altra forma di vita serve proprio per inserire

nell'esperienza una coscienza alternativa, un contrasto tra la realtà e la fantasia, senso e

non-senso. Rappresentati come dei cartoon disneyani, ma inquietanti come i corvi di "The

Birds" di A. Hitchcock, per la Skoglund sono proprio gli animali a creare un legame tra

l'essere umano e la natura e a simboleggiare il mondo della fantasia, l'elemento che

stravolge la realtà, il fattore che interferisce con il normale scorrere della scena che ci

troviamo di fronte. Hanno forme realistiche ma il loro colore e il loro essere grottesco fanno

si di portarci in un'altra dimensione, diversa dalla realtà governata dalla logica umana. gli

animali prendono il sopravvento della scena, quasi a voler spodestare l'uomo dall'opera.

"Per lei infatti il ripensamento della condizione animale e naturale è un passaggio

ineludibile se si vuole riflettere sulla condizione umana" 2 . In queste opere la Skoglund

critica l'atteggiamento umano nei confronti della natura, questa caratteristica di vedere il

mondo naturale come marionetta nelle proprie mani, e nelle sue opere capovolge i

soggetti ponendo gli animali a capo del mondo parallelo, questa dimensione alternativa. In

ogni opera l'animale è scelto con minuzia e attenzione, ricorrendo ad un grande lavoro di

ricerca delle fonti e delle iconologie che possono combaciare con il pensiero che l'artista

vuole analizzare. Dai conigli e i serpenti di Walk on Eggshell, ai cani di The Green House,

fino alle volpi di Fox Games, la storia della simbologia e della sua mutazione è molto

importante. Dietro ogni immagine e scelta di oggetti, la Skoglund rivela un grande sforzo di

ricerca e di approfondimento, un desiderio di perfezione quasi maniacale, frutto anche dal

suo interesse per gli aspetti tecnico e storico artistico: dai significati iconografici, alla

simbologia moderna e al suo trattamento, ogni aspetto è analizzato studiato e posizionato

in modo preciso e minuzioso. Questo non vuol dire però che il messaggio sia oggettivo: la

Skoglund comunque mette alla base la diversità del bagaglio culturale di chiunque guardi

la fotografia o l'installazione. Dove un visitatore vede il lavoro tecnico e storico, un altro

potrebbe vedere solo gli animali, un altro ancora trovare dei significati psicologici in cui

rispecchiarsi e così via. Per le opere della Skoglund non sia ha una descrizione decisiva e

totale dell'opera ma ogni volta si può cogliere un aspetto diverso. "Sono più soddisfatta se

l'immagine esprime un significato multiplo, se non addirittura contraddittorio. All'inizio di un

progetto costruisco di proposito un puzzle concettualmente attivo", è così che la Skoglund

descrive il movimento psicologico intorno alle sue opere. È un ritorno ad un mondo

dell'infanzia e contemporaneamente la materializzazione di un incubo per adulti, dove ogni

chiave di lettura è possibilmente quella giusta.

Una delle prime opere con sculture, opera che la portò alla ribalta internazionale, fu

proprio Radioactive Cats. Iniziata nel 1979 e pubblicata nel 1980, vediamo in una stanza

grigia con una sola finestra chiusa due anziani, uno seduto e l'altra intenta a guardare nel

frigorifero. Una scena alquanto monotona se non fosse per i 28 gatti verde acido che

vagano per la stanza, alcuni incuriositi, altri intenti nelle loro attività, altri come se fossero

in attesa del cibo da parte della donna. Un cibo che però non arriverà mai dato che il

frigorifero è vuoto. È una scena che vuole principalmente criticare la middle class

americana. La sedia rotta che giace a terra, infatti impedirà alla donna di potersi sedere,

una denuncia ad una figura femminile che non ha vita oltre le mura di casa e i gatti

denunciano il disinteressa della società verso questo mondo desolato e malinconico. la

Skoglund ci parala dell'opera sostenendo di averla creata nel periodo della Guerra Fredda

e che in un mondo post-atomico, i gatti hanno subito una mutazione dovuta alle radiazioni

nucleari, ma non sono morti, sono sopravvissuti. Se l'opera si lege in questa prospettiva

distopica, non ci troviamo più in una cucina, ma in un bunker. L'unica cosa che non

cambia è la sensazione di desolazione e inquietudine che l'immagine continua a darci,

forse anche più forte di prima con un po' di paura in più verso un futuro incerto.

In un'altra opera molto famosa del 1981, The Revenge of Goldfish, in una camera da letto

blu invasa da una miriade di pesci rossi e arancioni, tutti scolpiti a mano uno ad uno,

sembra di trovarsi su un fondale marino, in una realtà acquatica. Nel letto una donna che

dorme e un bambino seduto sull'altro lato. La scena ci riporta ad una sensazione di sogno,

di mondo magico dato da questi colori saturati del blu e dell'arancio. Ma più si guarda

l'immagine più un senso di inquietudine, tipico del lavoro della Skoglund, ci invade e la

scena più che un sogno, comincia a prendere le forme di un incubo e i pesci più che

soggetti amichevoli, sembrano quasi presenze minacciose, che tentano di invadere lo

spazio della realtà, sono delle presenze astratte e surreali che rompono la logica creata

dall'uomo per organizzare il caos che della realtà. Per quest'opera la Skoglund dice di

aver scelto questo titolo "per parlare di uno dei modi in cui pensavo al lavoro", tanto da

poter leggere l'opera come una rivalsa del mondo animale nei confronti dell'uomo. Inoltre il

pesce è un simbolo della profondità che potrebbe richiamare quel legame che fin dall'inizio

dei secoli lega l'uomo al mondo naturale. In quest'opera sono stati visti molti significati:

alcuni hanno pensato ad una tematica omosessuale, oppure al tema degli abusi sui minori

o sul lavoro minorile. Ma come per altre opere e come ci spiega la Skoglund stessa,

ognuno vede nelle sue istallazioni ciò che vuole vedere e ciò che quell'opera e quel

momento porta alla mente. Ognuno ha un bagaglio di esperienze diverso e quindi può

essere toccato dall'opera in modo diverso rispetto ad un altro visitatore, la Skoglund ci

offre una cornice e ci dà la possibilità di riempirla.

Un'altra opera degli stessi anni è Fox Games, esposta nel 1989. In una stanza grigio

antracite di un ristorante vuoto, tranne che per due persone e un cameriere in un tavolo in

fondo, saltano e si azzuffano delle volpi rosse. Il colore rosso è stato scelto, come altre

sue opere, per creare artificialità all'interno dell'immagine, e di una possibile realtà. In tutta

questo movimento, gli avventori del ristorane sembrano non accorgersi della presenza

degli animali selvatici, continuando ad occuparsi delle loro faccende. Anche in questa

fotografia la Skoglund vuole denunciare la sensazione di superiorità che l'uomo ha verso

la natura: le volpi simboleggiano il selvaggio, e il rapporto che questo ha anche con lo

sviluppo culturale dell'uomo. "Gli animali sono in un luogo colto, ma non vedono i tavoli e

le sedie, tranne che per saltarci sopra o giocare" riportano il tutto ad un principio

primordiali di convivenza, che l'uomo con l'evoluzione si è lasciato alle spalle, o di cui si è

dimenticato. Non sono gli animali che sono cambiati, ma è il modo in cui li vede l'uomo

che è cambiato: ecco dove nasce il conflitto che l'uomo ha creato con ciò che non riesce a

gestire. Per la Skoglund questo è dovuto perché il mondo è caos e l'uomo per poter

continuare a vivere senza essere sopraffatto, ha dovuto dare regole con le quali filtrarlo,

ma sono regole dell'uomo che non segue la natura o gli animali. Le volpi diventano allora

all'interno dell'opera simbolo di questa confusione, di potenziali disastri, diventano simboli

anche di una società in decadimento.

La fotografia "Gathering Paradise" fu portata a termine nel 1991. In un giardino rosa di una

casa borghese, una miriade di scoiattoli blu vagano e si insinuano all'interno della casa.

Anche in questo caso lo scoiattolo, uno dei pochi roditori apprezzati dall'uomo,

dall'adorabile creatura cartoonesca diventa una minaccia: non solo invadono il giardino

della casa, ma si impossessano anche degli interni, dove cambiano colore diventando

rosa in una cucina azzurra. Sono in ogni angolo dell'ambiente creato dalla Skoglund non

lasciando via di scampo a chi vi abita all'interno. I tre esseri umani all'interno, infatti,

sembrano ormai sopraffatti, non si oppongono e continuano ad occuparsi delle loro

faccende, non hanno la forza di opporsi o non sembrano interessati a farlo: forse questi

uomini hanno capito di essere animali tra gli animali. Un'altra vendetta o un'altra

constatazione del mondo naturale verso quello umano si è compiuta all'interno dell'opera

della Skoglund. Il mondo logico e lineare dell'uomo si è trasformato in uno spazio

selvaggio di cui l'uomo alla fine è partecipe o lo sarà, aprendosi a nuovi modi di vedere e

filtrare il caos che è la realtà.

Francesca Bisogni

Bibliografia:

1 Intervista a Sandy Skoglund

2 Sandy Skoglund Magic Time, Saggio introduttivo di Gigliola Foschi, vanillaedizione, 2008

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