Il messaggio sociale dell'opera di Antonio Bernardo Fraddosio
Una domenica mattina di inizio febbraio mentre camminavo per le vie di Tuscania mi colpì un suono inusuale. Proveniva dall'interno di una bottega che si affaccia sul panorama verso le necropoli etrusche. All'interno vidi la sagoma di un uomo avvolto in una nuvola bianca che scolpiva un blocco di marmo. Andai avanti ma una seconda porta aperta, adiacente alla prima, mi impedì di proseguire oltre. C'erano sculture nere e bianche di tutte le dimensioni e forme, alcune anche appese alle pareti, che aggettavano fortemente verso l'interno assorbendo quel poco di spazio che rimaneva a disposizione. Una gabbia gigante di acciaio arrugginito al centro, una colonna metallica da un lato e una scultura piramidale bianca di fronte all'ingresso. Tornai così indietro e feci la conoscenza dell'artista e architetto Antonio Bernardo Fraddosio, pugliese classe 1951 da anni trasferito a Tuscania, che mi invitò nel suo studio per un'inaspettata e graditissima visita guidata.
Scoprii di trovarmi davanti a uno degli artisti invitati alla 54° Biennale di Venezia, nel 2011, con un'opera che, in quel momento davanti a me, potevo toccare. L'opera d'arte che espose in quell'occasione, attualmente conservata nel suo studio, è La bandiera nera nella gabbia sospesa, un'opera chiara già nel titolo che non lascia niente all'immaginazione se non la ricerca di quel messaggio che ne veicola la potenza espressiva. All'interno di una gabbia arrugginita, una di quelle nelle quali si mettono gli animali in cattività, sospesa con delle catene altrettanto arrugginite pendenti da un gancio, uno di quelli utilizzati nei macelli per appendere le carcasse degli animali per fare colare il sangue, è rinchiusa una bandiera nera, la bandiera anarchica, bloccata in una forma che ne simula il movimento senza mai realizzarlo, perché l'unico movimento cosentino a questa scultura è quello della sua gabbia che può ondulare nello spazio senza mai riuscire a far sventolare l'oggetto che contiene. Metafora amara del senso di libertà dell'essere umano, quest'opera pone lo spettatore di fronte ad un problema: esiste la libertà? Se si dice che "la mia libertà inizia dove finisce la tua", in che misura ci si può riferire alla libertà? Dentro quale gabbia allora è sospesa l'essenza dell'esistenza? Perché proprio come una bandiera al vento non può fare a meno di sventolare, così l'essere umano che liberamente viene al mondo non può fare a meno di vivere. Ma se, come questa bandiera, mettiamo la vita di quell'essere dentro una gabbia, che fine farà la sua libertà? Che fine farà la sua esistenza?
Jasper, filosofo tedesco del secolo scorso, affronta il problema della libertà con queste parole:
"Quando la conoscenza scientifica e tecnica si pone come conoscenza totale, allora si rende possibile una pianificazione totale in cui l'uomo diventa per l'uomo un materiale conformabile e trasformabile secondo i propri scopi. L'uomo dispone dell'essere-uomo. Ma poiché questo presuppone l'abbandono della libertà umana, questa volontà di fare può solo distruggere l'uomo, determinandone la fine. La libertà infatti non si può "produrre". Si possono solo fare sorgere o predeterminare le condizioni mediante le quali la libertà può rendersi possibile o impossibile. La libertà proviene da una fonte diversa."
Come scrive anche Umberto Galimberti "la libertà non è una proprietà dell'uomo ma un dono dell'essere".
La Gabbia di Fraddosio è la gabbia sociale, un'immagine potentissima evocativa di molteplici situazioni tanto da essere stata richiamata più volte nei discorsi filosofici anche di Weber, altro filosofo tedesco del primo Novecento, che la descrive in questo modo:
"La gabbia d'acciaio che determina con strapotente costrizione, o forse continuerà a determinare, finché non sia stato consumato l'ultimo quintale di carbon fossile, lo stile di vita di ogni individuo, che nasce in quanto ingranaggio."
Con riferimento alla considerazione dell'uomo in quanto ingranaggio, Fraddosio ha realizzato un'intera serie di sculture, chiaro riferimento agli operai dell'ILVA, dal titolo Le tute e l'acciaio esposta presso la Galleria di Arte Moderna di Roma (31 ottobre 2018 - 3 marzo 2019) nella mostra a cura di Claudio Crescentini e Gabriele Simongini.
Il complesso scultoreo fa parte del ciclo Quello che resta dello sviluppo in cui l'artista ripercorre con dolore il cambiamento della sua Puglia. Fraddosio pone al centro del suo lavoro le acciaierie di Taranto che sorgono dove un tempo svettavano ulivi secolari la cui aria salubre oggi è solo un ricordo soffocato dai fumi dell' altoforno a cinque teste di questa idra industriale. Le tute degli operai sono descritte dal curatore Simongini come "sudari di ferro". Si tratta di figure antropomorfe create a partire da lamiere accartocciate su pannelli di ferro che sembrano respirare a fatica, sopraffatti dalla tensione in cui il movimento li immobilizza all'interno di ampie casse metalliche dalle quali sembrano volere uscire.
Di quale libertà godono questi uomini ai quali è stata sottratta, prima di tutto, la natura? Illusi dalla possibilità di trovare una vita migliore nella conversione di un territorio agricolo in zona industriale, si sono ammalati insieme all'ambiente. Il rapporto The Limits to Growth del 1972 commissionato dal MIT al Club di Roma, basandosi sulla simulazione del computer World3, aveva predetto le tragiche conseguenze della rapida crescita della popolazione e il conseguente inquinamento sull'ecosistema del pianeta, delineando un futuro già allarmante cinquant'anni fa. Appena due anni prima di questa pubblicazione, Jasper sottolineava la stretta relazione tra libertà e progresso evidenziando i rischi che quest'ultimo potrebbe causare sfuggendo al controllo umano, rivelandosi un'arma distruttiva e devastante. Paradossale pensare che una simile catastrofe sia generata dal desiderio di libertà. Una libertà che non dovrebbe avere alcun prezzo, men che meno quello delle vite di questi uomini-ingranaggio che perdono di vista il senso autentico dell'esistenza.
Questa identificazione del lavoratore con il suo lavoro viene ben espressa dal filosofo contemporaneo Galimberti:
"In questo processo di universale razionalizzazione che domina tanto l'arte e la scienza quanto la vita giuridica, statale, sociale ed economica, dove tutto si inserisce in un sistema di dipendenza onnilaterale, per cui ogni cosa è definita in un processo di universale "funzionalizzazione", e ognuno è inserito, da un inquadramento inevitabile, nella rispettiva "attività organizzata", non ha senso accusare la razionalità, risultante da tale processo, come qualcosa di irrazionale o senza senso, perché ogni ragione e ogni senso sono dati dal sistema."
Sembrerebbe, quindi, che l'essere umano non sia libero e che questo sia un bene per la collettività, infatti attraverso la regolamentazione di leggi, il senso di giustizia ha creato i confini che delimitano la libertà di ciascuno nel rispetto delle norme.
Quest'ultima considerazione introduce la terza tematica artistica dello scultore sviluppata in un'opera che mi è stata mostrava attraverso la visione di un video su Youtube, con questa introduzione di Fraddosio stesso:
"Davanti alla storia l'artista si deve schierare. Agitata dal vento, quasi fosse una bandiera, lacerata e sporcata da evidenti e grossolane macchie che rappresentano il tentativo pericoloso di cancellare gli intoccabili principi fondamentali modificando le parti successive."
Esposta permanentemente a Roma all'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) alla quale l'artista l'ha donata, La Grande Carta, in difesa della Carta Costituzionale italiana è una scultura, del 2018, di colore bianco che rievoca, già nelle parole introduttive dell'artista, la forma di una bandiera agitata dal vento che qui rappresenta un pezzo di carta, sineddoche della Costituzione.
Il video è accompagnato dalla lettura di un discorso di Piero Calamandrei sulla Costituzione, tenuto a dei giovani studenti milanesi il 26 gennaio 1955. La potenza delle sue parole risuona nell'importanza dell'art. 3 della Costituzione italiana che cita testualmente:
"E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
Il terzo principio fondamentale della Costituzione italiana promuove l'uguaglianza sociale, di fatto:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."
Quest'uguaglianza, che è legge, è per il padre costituente l'articolo più importante e impegnativo di tutta la Costituzione. Nel suo discorso infatti afferma:
"Dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare la scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo." [..] "Perché fino a quando non ci sarà la possibilità per ogni uomo di studiare e di lavorare e di trarre dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà dire fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica."
L'audio termina con un'ammonizione da parte dell'oratore:
"Però, vedete, la Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l'impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità."
Quest'opera di Fraddosio completa i concetti che l'autore affronta: legge, libertà e lavoro, le tre "L" del suo progetto artistico.
Ancora una volta l'arte traduce e risponde a delle necessità con il suo linguaggio di pura bellezza e di verità che costituiscono la sua potenza comunicativa.
Di fatti che cos'è l'arte e perché un oggetto è un'opera d'arte e non un semplice oggetto?
In Dell'origine dell'opera d'arte Martin Heidegger, filosofo tedesco tra i maggiori esponenti dell'esistenzialismo, cerca la risposta che esemplifichi la determinazione dell'essere-opera:
"L'origine dell'opera d'arte è l'arte. L'arte non è perché ci sono opere d'arte, bensì, al contrario, poiché e in quanto accade arte, persiste la necessità dell'opera." Pertanto: "L'essenza dell'arte è l'origine dell'opera d'arte. L'arte non è perché esistono opere, bensì un'opera dev'essere se e nella misura in cui l'arte è." E infine: "L'essenza dell'arte in quanto mettere-in-opera la verità è l'origine dell'opera d'arte."
Dunque, l'arte si origina da se stessa e la sua essenza è rappresentare la verità.
Come afferma, del resto, Schelling, filosofo tedesco dell'idealismo estetico del XIX secolo, mettendo sullo stesso piano l'arte e la filosofia nella comune ricerca della verità.
"Se l'intuizione estetica non è se non l'intuizione intellettuale divenuta obiettiva (cioè fatta oggetto, opera d'arte), s'intende di per sé che l'arte sia l'unico vero ed eterno organo e documento insieme alla filosofia, il quale sempre e con novità incessante attesta quel che la filosofia non può rappresentare esternamente, cioè l'inconscio nell'operare e nel produrre, e la sua originaria identità con il cosciente. Appunto perciò l'arte è per il filosofo quanto vi è di più alto."
È infatti questo aspetto così autentico e reale, in quanto vero, a rendere l'arte un'espressione umana tanto emozionate e commovente, capace di risvegliare i pensieri più nascosti e ritrovare i desideri perduti nei ricordi reconditi dell'esistenza. Attraverso l'arte l'essere umano ha criticato la società ma ne ha anche anticipato il suo divenire. L'arte è semplicemente vita nella misura in cui parla di questa ed è prodotta a partire da essa.
Il messaggio sociale di Fraddosio espresso attraverso le sue opere crea un forte impatto emotivo. È un artista impegnato nella critica di ogni forma di dispotismo e di disuguaglianza, avvicinando l'essenza dell'essere umano alla natura. Infatti, come i procedimenti tecnici che utilizza per colorare i materiali sono naturali, un esempio è la combustione per ottenere il colore nero, allo stesso modo il pensiero custodito dalle forme aggrovigliate delle sue sculture esprime una potente legge naturale che supera ogni sovrastruttura ideologica. In questo senso sono le sue opere a dominare lo spazio e non piuttosto lo spazio a contenerle, rivelando la sua formazione di architetto.
Francesca Bisogni
Bibliografia
A.B. Fraddosio, Le tute e l'acciaio, a cura di C. Crescentini, G. Simongini, (catalogo della
mostra) Usher Arte, Galleria d'Arte Moderna, Roma, 31 ottobre 2018 - 3 marzo 2019
A.B. Fraddosio, La materia del tempo, (catalogo della mostra) De Luca Editori d'Arte, Archivio Centrale dello Stato, Roma, 23 febbraio - 16 marzo 2007
A.B. Fraddosio, Le tute e l'acciaio, a cura di C. Crescentini, G. Simongini, (catalogo della mostra) Usher Arte, Galleria d'Arte Moderna, Roma, 31 ottobre 2018 - 3 marzo 2019
U. Galimberti, La prepotenza della ragione e l'alienazione, in Il tramonto dell'Occidente, Feltrinelli, Milano, 2005 (prima edizione)
K. Jaspers, Der philosophische Glaube angesichts der Offenbarung 1962); tr. It. La fede filosofica di fronte alla rivelazione, Longanesi, Milano, 1970
D.H. Meadows, D.L. Meadow, W.W. Behrens, The Limits to Growth, 1972. (traduzione italiana: Donella H. Meadows, Dennis L. Meadows; Jørgen Randers; William W. Behrens III, I limiti dello sviluppo, 1972
Friedrich Schelling, System des trascendentale Idealismus, tr. it. Sistema della filosofia trascendentale, 1800
M. Weber, Die protestantiche Etti und der Geist des Kapitalismus (1904-1905); tr. It. L'etica
protestante e lo spirito del capitalismo, in Sociologia delle religioni, Utes, Torino, 1976, vol.
Sitografia
https://storiadellafilosofia.jimdofree.com/moderna/martin-heidegger/dell-origine-dell-opera-d- arte-pdf/ (ultima visualizzazione 25/02/2023)
https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/principi-fondamentali/articolo-3 (ultima visualizzazione 25/02/2023)
https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/principi-fondamentali/articolo-3 (ultima visualizzazione 25/02/2023)
https://www.antoniobernardofraddosio.com/nuovo-video-la-grande-carta/ (ultima visualizzazione 25/02/2023)
https://www.art3.it/Calamandrei.htm (ultima visualizzazione 25/02/2023)

